08/02/15
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Le Storia del Reiki 1
Reiki Tradizionale
Fabrizio Nencioni




Si usa definire Reiki Tradizionale quello portato da Hawaio Takata negli Stati Uniti nei verso la metà di questo secolo.
Takata, giapponese di origine come Mikao Usui, il monaco buddhista che ha ri-scoperto il Reiki, proveniva dalle isole Hawai emigrata dal Giappone in gioventù. In un'altra sezione potrete trovare un articolo dedicato a Mikao Usui, colui a cui si fa risalire la riscoperta del Reiki in Giappone.
La grande diffusione di questo metodo di guarigione è partita proprio dagli USA intorno alla prima metà degli anni 70 e da lì si è ampliata a macchia d'olio in tutto il mondo

Nel Reiki Tradizionale si usa imporre le mani sulle persone, si usa toccare le persone quando si fa loro un trattamento e si usa sempre imporre leggermente le mani sulle persone durante le armonizzazioni che un master opera sugli allievi quando essi sono a occhi chiusi e vengono trasmessi loro i livelli.
Questo a differenza dell’Usui Teate dove nei due casi, nelle armonizzazioni e nei trattamenti, le mani sono tenute un poco discoste dal corpo.

Nel Tradizionale ci sono i simboli e sono 4 (quattro) che invece non si trovano nellUsui Teate: tre vengono trasmessi col 2° livello e il quarto è il simbolo che viene trasmesso da un master ad un allievo per farlo diventare a sua volta master (conseguire il 3° livello).

Per simbolo si intende una serie di tratti, lineari o curvi, tracciati con la mano o solo mentalmente. La sequenza con la quale questi tratti vengono tracciati è molto importante per non alterare l'efficacia del simbolo stesso e dopo averlo tracciato si recita il mantra del simbolo; ogni simbolo ha il proprio mantra la cui recitazione, sempre a voce o mentale, deve subito seguire il simbolo. Senza il proprio mantra il simbolo non si attiva ed è quindi inefficace.Purtroppo vi è una gran confusione in giro, molte personalizzazioni apportate alla tradizione originale hanno fatto si che due persone che hanno il 2° livello incontrandosi e parlando dei simboli, si accorgono che non ne usano il solito numero e anche che i simboli non sono fatti allo stesso modo. Questo fa sì che la confusione si possa instaurare in queste persone e, di conseguenza, in tutti coloro che si avvicinano al Reiki e non conoscono questa realtà.Questo fa anche nascere la credenza che esistano “molti Reiki” mentre il Reiki è uno solo.

Parliamo un po’ del numero dei simboli: come ho scritto sopra, essi sono 3 (tre) per il 2° livello; uno richiama l’energia, uno si usa per i trattamenti mentali o emozionali e uno per effettuare i trattamenti a distanza; scrivo questo questo per far capire le cose anche a chi non ha frequentato alcun seminario Reiki o a chi ha conseguito soltanto il 1° livello. Ora, succede spesso che si vedono in giro persone che hanno ottenuto il 2° livello e sono stati loro trasmessi 4, 5, 6 e anche 7 simboli.

Vi è stata una personalizzazione da parte di molti master di quello che è il Reiki Originario e questo senza che sia stato fatto presente a coloro che ricevevano i livelli Reiki.Generalmente vengono aggiunti alcuni simboli del Karuna-Reiki, un metodo di guarigione che ha 8 (otto) simboli. Di questo metodo, che viene trattato in un altro articolo. Possiamo qui dire che il Karuna-Reiki è nato negli anni 70 negli Stati Uniti. Un percorso completamente diverso dal Reiki Tradizionale, riscoperto alla fine del 1800 dal monaco buddhista Mikao Usui ma la cui origine si ritiene provenga dal Tibet migliaia di anni fa.

Molti attributi vengono messi davanti alla parola Reiki e viene così instillata in coloro che si avvicinano a questo metodo di guarigione, la credenza che ci siano molti tipi di Reiki o che uno possa essere migliore dell’altro. Niente di più falso!
Accade purtroppo una cosa molto grave: che il primo simbolo, che parte con una linea da sinistra e poi dopo gira verso sinistra in senso antiorario, viene trasmesso come se fosse speculare e cioè che la linea di partenza con cui si comincia a tracciare parte da destra e poi gira a destra in senso orario.

Quando mi è stato tramandato il 2° livello, il mio master di allora insegnò a tutto il gruppo che i simboli non vanno mai tracciati a mano in presenza di uno specchio. Questo perché lo specchio, riflettendo l’immagine, la raccoglie e la forma speculare e cioè arrovesciata.Questo insegnamento ci viene tramandato sin dal secolo scorso e poi attraverso i millenni. Conosciamo il simbolo così com'è, non sappiamo se può avere altri significati se tracciato speculare. Abbiamo un esempio con la svastica nazista. Lo stesso simbolo, speculare, tracciato in modo speculare è presente in molte rappresentazioni del buddhismo tibetano e di altre discipline orientali; mentre sappiamo bene quale significato ed energia ha la svastica nazista. Colui, Uomo o Essenza Spirituale o qualsiasi altra Entità che ha codificato i simboli del Reiki ed il loro valore, si intendeva bene di Energie Sottili, noi, master del terzo millennio, siamo dei bambini traballanti nei confronti di un metodo di guarigione così Grande come l'energia Reiki che ha quasi origine nell’uomo stesso.

Perchè introdurre un cambiamento soltanto perché si ritiene, a intuito, che così possa essere migliore? Ed eventuali effetti collaterali che non è possibile percepire? Hanno tenuto conto questi master innovativi che ci potrebbero essere dei risvolti anche negativi che loro non sono stati in grado di "sentire" perché magari molto sottili e percepibili su di un altro livello?

Sono sempre stato un ribelle, contro le regole imposte, ma contro le regole fatte dall’uomo; queste sono regole che riguardano potenti energie, regole di tradizioni spirituali ed esoteriche con le quali non si può sperimentare non essendo sicuri al 100% di quello che si fà. Credo proprio che sia necessario escludere la nostra parte egoica che vuole in tutti i modi differenziarsi e introdurre modifiche e cambiamenti anche se l'intento è dei migliori e cioè in buona fede. Non ritengo che si possa reinventare una meraviglia dell’Universo che è assolutamente perfetta così com'è: il Reiki. Se il simbolo gira a sinistra, possiamo star tranquilli e certi che “Colui” che ha codificato questa realtà la conosceva bene e sapeva che andava esattamente bene così come ci è stata trasmessa, altrimenti dovremmo dare dell'incompetente a chi ha diciamo “inventato” il Reiki...tanto per intendersi...questa osservazione è naturalmente e chiaramente paradossale.

Vorrei concludere questa carrellata attraverso i simboli del 2° livello, evidenziando che ho conosciuto persone che mi hanno mostrato spesso i loro simboli del 2° livello: ebbene, talvolta, quelli in più ai 3 (tre) tradizionali non erano nemmeno del Karuna-Reiki, erano simboli e basta come l'OM, la Stella a 5 o 6 punte o altro, che il master che ha trasmesso il 2° livello agli allievi ha ritenuto opportuno inserire; oppure al posto del 1° simbolo Reiki vi era addirittura un simbolo Karuna-Reiki.



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