08/02/15
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Omeopatia e Vaccinazioni
Secondo l'omeopatia la vaccinazione è inutile dal momento che la causa della malattia è da ricercarsi dentro e non fuori di noi...
Diego Tomassone















La prima vaccinazione fu effettuata il 14 maggio 1796 dal medico naturalista britannico Edward Jenner che inoculò nel bambino di 8 anni James Pipps, del pus prelevato da una pustola di una donna mungitrice con lesioni del vaiolo bovino.
Questa procedura fu effettuata perché Jenner voleva sperimentalmente verificare la teoria secondo cui il vaiolo umano si poteva prevenire tramite inoculazione di tessuto infetto da vaiolo bovino, perché egli aveva osservato che i mungitori che venivano a contatto con la forma bovina della malattia erano immuni alla forma umana ben più grave.


La sperimentazione si concluse dimostrando che Jenner aveva ragione, infatti il bambino, dopo essersi ammalato della forma bovina, non mostrò alcun sintomo del vaiolo umano dopo che gli fu inoculato siero infetto da questa forma infettiva.
Nel 1980 il vaiolo fu dichiarato malattia estinta.



Perché i medici omeopati sono contrari alla vaccinazione, se la stessa ha il potere di debellare le malattie infettive?

In ambito medico-scientifico spesso accade di lasciarsi prendere da facili entusiasmi, dedurre tramite la logica e arrivare a conclusioni affrettate e quasi sempre errate.
Chi conosce almeno un poco di omeopatia sa che essa si basa su Leggi e su Principi che appartengono alla natura, non su ipotesi o deduzioni.


L’omeopatia infatti si basa sulla legge di similitudine, sulle Leggi di Guarigione, e sul Principio che l’uomo è malato a prescindere dalla malattia, mentre l’allopatia erroneamente crede che si sia malati solo quando si è affetti da qualche malattia.
Ora, dire che siamo “malati” non equivale a dire che nasciamo con un “difetto di fabbrica”, ma equivale a dire che siamo “predisposti alla morte”.
Le creature viventi non fossero “malate” a prescindere sarebbero immortali.
Quindi se siamo malati indipendentemente dalla malattia, vuol dire che ci ammaliamo solo se e quando ne “abbiamo bisogno” quindi, come abbiamo già detto in altri articoli, i virus ed i batteri non sono la causa della malattia, ma piuttosto dei “lavoratori stagionali” che vengono “chiamati” solo se e quando c’è bisogno di loro.

È opportuno familiarizzare con questi concetti e scrollarsi di dosso la paura e l’errata convinzione che tutto ciò che ci circonda sia “potenzialmente letale”, che i virus ed i batteri siano un “male” da combattere e distruggere, e che non esista un Principio Causale, un’Intelligenza che fa funzionare tutto in modo perfetto. Non esistesse un’Intelligenza ma fosse tutto frutto del “caso”, come farebbe un seme di melo a sapere che è un melo, che deve crescere e diventare un robusto albero?
Dire che i virus e i batteri sono la “causa” delle malattie, è come dire che anche loro hanno il libero arbitrio come gli esseri umani, che possono scegliere se essere “buoni o cattivi”, se attaccarci o vivere in pace con noi e in noi. Mi sembra chiaro che non è così.
Solo l’essere umano ha il libero arbitrio, tutti gli altri esseri seguono un’Intelligenza che li guida; come il ghepardo caccia la gazzella nella savana non perché è cattivo e ce l’ha con la gazzella, ma perché è nella sua natura, così i virus ed i batteri non ci attaccano perché ce l’hanno con noi, ma perché il nostro organismo ha bisogno di loro per ritrovare un equilibrio perduto, quello che fanno è nella loro natura.
La causa delle malattie va ricercata in un dis-equilibrio del Principio Vitale, quindi all’interno di noi e non all’esterno.
Jenner è stato un grande osservatore e con la sua forma di vaccinazione ha salvato molte vite, ma in quel contesto, cioè in un’epoca in cui l’omeopatia ancora non esisteva (guarda caso però è nata proprio nel 1796), e non c’era nessun metodo efficace per guarire da queste malattie infettive mortali.



Come è successo con gli antibiotici che, nati per evitare setticemie nei soldati feriti da scoppio di mina, sono finiti per essere prescritti per qualunque banale infezione, così il vaccino adesso viene fatto per qualunque malattia infettiva per la quale sia possibile allestirlo.

I motivi sono chiaramente di natura economica: i vaccini sono un grande business per le multinazionali del farmaco, soprattutto l’anti influenzale e l’anti papilloma virus.

Quello che sfugge alla maggioranza delle persone è che i vaccini sono più pericolosi delle malattie che dovrebbero debellare, perché contengono sostanze tossiche (mercurio ed alluminio in primis), perché vengono inoculati in soggetti con un sistema immunitario non ancora perfettamente sviluppato (bambini), o debole (anziani).


Molto spesso i virus per cui viene allestito un vaccino sono innocui, mentre i danni indotti dal vaccino stesso non lo sono affatto: allergie, asma, malattie autoimmuni, danni neurologici fino alla morte in soggetti particolarmente sensibili!
Le persone non più giovanissime si ricorderanno che dopo aver contratto una malattia infettiva, tipo quelle esantematiche dell’infanzia, si era più forti. Le malattie esantematiche sono indispensabili per far crescere e sviluppare il nostro sistema immunitario, se ci vacciniamo contro di esse cosa succede? Che non diamo modo al sistema immunitario di svilupparsi in maniera corretta e nei tempi giusti, lo iper eccitiamo mandandolo spesso in tilt (il dilagare di allergie e malattie autoimmuni nei giovani ne sono un esempio).


Che problema c’è nell’ammalarsi di rosolia o di morbillo?
E attenzione! Lo stesso discorso vale anche per i paesi in via di sviluppo: non sono certo le vaccinazioni la soluzione del problema, quanto piuttosto il miglioramento delle condizioni di vita generali, come la condizione igienico-sanitaria e l’alimentazione (nell’occidente è stato proprio questo cambiamento a ridurre drasticamente la letalità delle malattie infettive, non certo per merito delle vaccinazioni di massa).
Bisogna fare proprio il concetto che la causa della malattia è interna a noi, mai esterna, quindi la cura deve partire dall’interno. Se capiamo questo viene da sé che le vaccinazioni non hanno ragione di esistere, non ne abbiamo bisogno perché dobbiamo guarire, non ammalarci sempre di più.

La miglior terapia e forma di prevenzione è l’omeopatia, addirittura un bimbo per beneficiare di una terapia omeopatica non deve neanche essere nato, infatti curando la madre di conseguenza anche il feto verrà curato, seguendo il suo sviluppo intrauterino.
Una volta nato il bimbo verrà seguito dal “suo rimedio”, si ammalerà se ne avrà bisogno e verrà curato sempre omeopaticamente, seguendo quindi le Leggi di Guarigione, mai sopprimendo un sintomo, ma facendo in modo di liberare i miasmi, così che il bimbo diventi sempre più sano, equilibrato, fino a che non si ammalerà più perché semplicemente non ne avrà più bisogno: questa è la vera e unica terapia preventiva.
Tutto ciò potrebbe essere effettuato con successo e con risorse economiche molto basse anche nei paesi in via di sviluppo perché, ricordiamolo, la cura omeopatica, oltre ad essere la più efficace (perché è l’unica che agisce sulle cause di malattie seguendo le leggi naturali), è anche la più economica (perfino Gandhi e Madre Teresa di Calcutta si erano accorti di ciò ed erano grandiosamente a favore dell’omeopatia).


Quindi il consiglio è di riflettere bene se vale davvero la pena di vaccinare i nostri figli (e i nostri animali, il discorso vale anche per loro).
Le vaccinazioni non sono obbligatorie, è sufficiente firmare il dissenso informato e prendersi tutte le responsabilità: la responsabilità di essere sani e di non voler più far arricchire le industrie del farmaco.

tratto da Scienza&Conoscenza




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