08/02/15
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Il Vaccino contro la pertosse e il Vaccino Esavalente
Un'analisi dei rischi/benefici derivanti dalla vaccinazione contro pertosse,tetano,difterite,poliomielite e haemophilus influenzae B
Alessandro Solva





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Dr.ssa Anne Schuchat, direttrice del Centro Nazionale per l’Immunizzazione e le Malattie delle vie Respiratorie (Atlanta, USA) segnala, nell’anno corrente, 18.000 casi di pertosse a livello nazionale, ben il doppio del numero di casi registrati nello stesso periodo durante il 2011 e il più alto numero di casi (sempre in questo periodo dell’anno) a partire dal 1959.

Ma cos'è la pertosse (o tosse canina)? E' una malattia causata da un batterio, la Bordetella pertossi, ed è una delle malattie infettive più contagiose, tanto che, un bambino infetto, può contagiare fino al 90% di bambini non immuni con cui viene a contatto. Si trasmette per via aerea con la tosse o gli starnuti. Il vaccino contro la pertosse è un preparato costituito da interi microrganismi o parti di essi opportunamente trattati in modo da non essere più pericolosi per l’essere umano ma comunque in grado di suscitare una risposta immunitaria con produzione, da parte del soggetto ricevente, di anticorpi neutralizzanti il microrganismo stesso.
Dal 1940 fu messo a disposizione il vaccino DTP ossia un formato da una combinazione di vaccino antidifterico (D), antitetanico (T) e antipertussico (P). Negli ultimi anni è disponibile il nuovo vaccino “acellulare” (DTaP) contenente cioè soltanto alcune parti del batterio.

Per l’immunizzazione dei bambini, oggi di solito, è utilizzato il Vaccino Esavalente formulato contro la pertosse, il tetano, la difterite, la poliomielite, l’epatite virale B, e le infezioni da Haemophilus Influenzae di tipo B (Hib, una forma influenzale). Le dosi del vaccino esavalente vanno somministrate per legge a tutti i bambini in varie fasce di età: tra 2, 4-6 mesi, 15-18 mesi e 4-6 anni. Un successivo richiamo, noto come Tdap, è necessario all’età di 11-12 anni.

Tuttavia, i dati raccolti dal Centro di Controllo e prevenzione delle Malattie delle nazioni americane (CDC) mostrano come l’81% dei soggetti di età inferiore ai 18 anni, che hanno ricevuto tutte le dosi di DTaP da bambini, sviluppano comunque la pertosse e che, l’efficacia reale del vaccino, per i bambini di età compresa tra 8 e 12, anni si attesterebbe solo intorno al 24% (solo 2,4 bambini su 10 non si ammalano di pertosse). Il Centro di controllo sta verificando se questo fenomeno possa essere attribuito al vaccino di nuova formulazione introdotto negli USA dal 1997, che sostituisce il precedente, sospettato di causare danni neurologici.

Di fronte a questi dati, a Washington, i funzionari della sanità di stato, hanno giustificato la bassa percentuale di effeccacia facendo presente che: la pertosse è una malattia ciclica, per la quale il picco del livello d’infezione è raggiunto ogni 4-5 anni, indipendentemente dalla copertura garantita dai vaccini e, anche con la vaccinazione, l’immunità tende ad attenuarsi nel tempo. Per tali motivi i funzionari avrebbero stabilito come:
1) tutti gli adulti che non sono stati vaccinati contro la pertosse dovrebbero ricevere il vaccino, soprattutto le donne incinte e coloro che sono o verranno a contatto con i bambini;
2) sia necessario modificare il piano delle vaccinazioni eseguendo tre somministrazioni primarie e tre dosi di richiamo.
Ma due dosi in più di vaccino in più saranno realmente sufficienti a contrastare la bassa efficienza d’immunizzazione riscontrata? Inoltre, che tipo di effetti collaterali possiamo aspettarci nella somministrazione di questo vaccino in ulteriori dosi anche su donne in gravidanza?
 
Possibili effetti collaterali del vaccino esavalente
Uno studio condotto presso la UCLA (University of California, Los Angeles) ha indicato che, negli Stati Uniti, circa 1.000 bambini muoiono ogni anno come conseguenza diretta della vaccinazione. I tipici sintomi di una reazione avversa al DTaP si manifestano pochi giorni dopo la somministrazione e comprendono: febbre alta, collasso, ore di pianto persistente, diarrea grave e/o con sangue, arrossamento, gonfiore e forte dolore nel sito d’iniezione. Inoltre sintomi gravi possono manifestarsi anche qualche tempo dopo la somministrazione.
Negli ultimi quattro decenni, intensive campagne di vaccinazione di massa hanno notevolmente aumentato la percentuale di bambini americani vaccinati i quali, prima di andare all’asilo, hanno già ricevuto ben 34 dosi di 10 diversi vaccini virali e batterici.
Nell’autunno del 1997, i CDC* confermarono come il numero di americani ammalati di diabete fosse vertiginosamente salito negli ultimi 40 anni, con un picco 6 volte superiore rispetto al 1958. Risalgono al 1949 le prime segnalazioni, in letteratura medica, di come i bambini trattati con il vaccino contro la pertosse mostravano problemi a mantenere stabile il livello di zuccheri nel sangue.
Nei successivi decenni fu formulata l’ipotesi che, non solo le infezioni virali ma anche i vaccini costituiti da virus “attenuati”, potessero essere dei co-fattori per la comparsa del diabete. Sia la tossina prodotta dalla pertosse che il virus della parotite e quello della rosolia sono in grado di infettare le cellule delle isole pancreatiche produttrici di insulina, riducendone drasticamente il livello e causando la comparsa di malattie croniche come il diabete di tipo I. Studi condotti a partire dagli anni 80’ dimostrano come anche i vaccini costituiti da virus “attenuati” (di rosolia, pertosse e parotite) intervengono nello sviluppo del diabete di tipo I.
 
Soluzioni alternative e corretta informazione
La guarigione da una malattia naturale come la pertosse conferisce un’immunità naturale acquisita che è più forte e resistente di qualsiasi immunità artificiale indotta da un vaccino, la quale, per mantenere alto il tasso di protezione, necessita di continui richiami. Le alternative per rafforzare il sistema immunitario esistono e prevedono sicuramente uno stile di vita sano e un’alimentazione attenta e salutare. Ci si può rivolgere a Pediatri/Medici esperti in Medicina Naturale e Omeopatia per richiedere programmi personalizzati per il proprio bambino o per se stessi. Premesso questo, la vaccinazione dovrebbe essere una scelta, da valutare caso per caso tenendo conto dei rapporti rischi-benefici dopo aver ricevuto un’informazione corretta dalle autorità sanitarie. Purtroppo, non è sempre così.
 
I vaccini obbligatori in Italia
Come stabilisce il D.M. 7 aprile 1999, in Italia, i vaccini obbligatori, sono solamente quattro, cioè antidifterite, antitetanica, antipoliomelite e antiepatite B mentre, tra quelli “non obbligatori” ma spesso ugualmente iniettati ai bimbi in età pediatrica, ricordiamo: l'antimorbillo-parotite-rosolia (MPR), l'anti Haemophilus influenzae b, come anche  l’antiparotite e l’antirosolia.
Tuttavia, nelle ASL, anziché informare correttamente i genitori in merito ai vaccini obbligatori per legge e, quindi, effettuare solamente i quattro vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli il classico vaccino esavalente, che contiene anche due dei molti vaccini facoltativi, ossia l'antipertosse e quello contro le infezioni da Haemophilus influenzale.
Questo è grave per due motivi. In primo luogo non sono disponibili in un unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori (con uno spreco di denaro pubblico che si stima esser pari a 114 milioni di euro l'anno). Inoltre, la somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o  iniettati uno dopo l’altro in un’unica seduta), può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario.
Del resto, come afferma anche il Dr. Roberto Gava, famoso farmacologo-tossicologo, tra i principali sostenitori italiani dei rimedi naturali e autore del saggio “Le vaccinazioni pediatriche”: “Un punto non può essere trascurato: per portare avanti la campagna commerciale di vendita dei vaccini combinati, l’industria farmaceutica sta ostacolando sempre più il reperimento di vaccini singoli”.

Il 27 giugno scorso, la Corte dei Conti ha convocato il Codacons in merito allo scandolo sullo spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili, se non addirittura pericolosi, dopo l'esposto presentato dall'associazione dei consumatori alla Magistratura.
Ora dovrà essere l'AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco, l'ente che autorizza la commercializazzione dei vaccini esavalenti) a dover rendere conto. E, magari, anche qualcuno dei pediatri di Rimini che, come riportava un articolo apparso sul "Corriere di Rimini" del 19 giugno 2012 (poi cancellato dal sito), avrebbe diritto a premi fino a tremila euro l'anno se in grado di vantare nel suo carnet un alto numero di bambini vaccinati. Insomma, per i più virtuosi un bel premio. Come quelli messi in palio con la raccolta dei punti-spesa, al supermercato.
 
 * Centro di Controllo e prevenzione delle Malattie delle nazioni americane
 
Fonti:
http://abcnews.go.com
http://www.nvic.org/Myths-and-Facts.aspx
http://www.nvic.org
http://www.informasalus.it/it/articoli/sprechi-vaccini-codacons.php
http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccini-compensi-pediatri.php
(dove, in allegato, si può leggere l'articolo del “Corriere di Rimini”)

tratto da Scienza&Conoscenza



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