08/02/15
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Vaccino antipapilloma HPV: stupro sanitario!
tratto da Consensus

Ci voleva un ministro femmina per usare le minorenni come cavie fonti di profitto

Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le
loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil
alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran
numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma
virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a
trasmissione sessuale.

L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non,
Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e
dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione.

Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se
per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed
omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase: “Se
tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”.
Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo,
sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale.

Allarmismo del tutto ingiustificato.
Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini
e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle
mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé
è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti.

La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non
comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente
transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è
la situazione più frequente e più probabile.

In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi.
Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel
tempo lesioni (macchie) trattabili.
Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni,
un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi.
Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio
(Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo).

“Se le mamme volessero sapere quanto dura l'immunità, e se fra qualche
anno si dovrà fare un richiamo o se l'essersi vaccinati non porrà
altri problemi più avanti, e se le bambine che si vaccinano oggi
saranno davvero protette dal tumore, si dovrebbe ammettere molto
candidamente che per nessuna di queste domande c'è risposta”
(Dr. G. Remuzzi immunologo).

Cosa c'è nel vaccino? Il virus vivo (papilloma) geneticamente modificato.
Chiarito questo non c'è logica nella direttiva Ministeriale.
Perché produrre un danno immediato alle bambine di 11/12 anni che non fanno
sesso, per evitare una ipotetica malattia fra 20/30/40anni con un
vaccino sperimentale che ha copertura non garantita di soli 5 anni?

Informativa
I vaccini anti HPV (human papilloma virus) attualmente sul mercato
sono due: Gardasil (€ 564 per tre iniezioni) commercializzato negli
Stati Uniti dalla Merck Phalmaceutical, coadiuvata in Europa dalla
partner francese Sanofi-Pasteur.
In concorrenza pronto anche il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline britannica.
Si profila una guerra tra aziende per conquistare il mercato.
La vaccinazione proteggerebbe dai due ceppi 16 e 18 sui 100 virus HPV conosciuti.
Si tratta di un'iniezione intramuscolare iniziale e due richiami entro
sei mesi. Si prevedono altri richiami dopo 5 anni al termine della
presunta protezione.

Anche i Paesi europei hanno reso disponibili sul mercato il vaccino
HPV, ma l'Italia è il primo che lo distribuisce gratuitamente alle
11enni. I finanziamenti in Italia ammontano a100 milioni di euro, e
forse più, che fa capire che questo è un business sanitario per
gestire fondi da capogiro.

Nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008, la Ministra Livia Turco,
scrive: “l'offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle
bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è massimo il
profilo beneficio-rischio”. Ma i rischi non li enuncia, li omette con
sapiente rimozione.

Ha ricordato che “Alla base dell'età... c'è la volontà di facilitare
l'offerta anche a bambine che altrimenti non avrebbero accesso per
ragioni sociali, agganciandosi alla frequentazione della scuola
dell'obbligo...”(24.11.07). Quindi scelta strumentale e classista.

Turco ammette: “è un'offerta... a uso controllato per sorvegliare
attivamente gli effetti sulla popolazione esposta al vaccino”. Quindi
è rischiosa sperimentazione di massa sulle bambine cavie.
Turco propone: “particolare cautela di somministrazione nell'età
fertile” perché “i dati attualmente disponibili non sono
sufficienti...”.

Quindi si dovrà considerare il Ministero e la Turco responsabili penalmente di eventuali morti
intrauterine o anomalie congenite da vaccino di donne rimaste gravide a sorpresa, dopo essere state vaccinate.
Turco precisa: “Saranno le evidenze scientifiche, degli studi di
efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il
Papilloma virus ad altre categorie di giovani donne...”.

Negli Stati Uniti, che sono stati i primi ad autorizzare il vaccino
nel giugno 2006 - solo 5 Stati dei 50 lo raccomandano. Dopo le
violente polemiche esplose nel Texas, giungono le voci di medici,
scienziati ed esperti che testimoniano di non essere stati consultati
prima della travolgente ordinanza esecutiva del governatore del Texas
Rick Perry e denunciano che il Gardasil è pericoloso e non testato,
distribuito per puro profitto, responsabile di pericolosi effetti
collaterali.

Effetti negativi sono stati segnalati in 20 Stati, “le reazioni vanno
dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington
Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri,
nausea, febbre e perdita temporanea della vista...”. “Segnalati 13
casi di sindrome di Guillan Barrè”.

Il National Vaccine Information Center segnala 5 morti, 51 invalide e 1.358 ricoverate d'urgenza.
L'Association Press denuncia che il governatore del Texas Rick Perry
ha stretti legami con la Merck Pharmaceutical da cui ha ricevuto soldi
per la sua campagna di rielezione.

“Perry ha legami con donne di Governo, gruppo di pressione intergovernativo nazionale che si batte per una legge obbligatoria e ha ricevuto fondi dalla Merck”. Tutti e
50 gli Stati sono stati bersaglio, tramite pagamenti ai governatori e
ai funzionari, degli sforzi dei maggiori lobbisti (NY Times 17.02.07).

Anche in Europa esiste la lobby delle donne che hanno siglato la
giornata anti-HPV. In Italia nel giugno '07 è stata costituita la
“Commissione Salute delle Donne” a tal fine.

Nel novembre '05 nasce l'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da), presidente
Francesca Merzagora voluto da ditte farmaceutiche che “credono nella
sua mission”, collegato all'IEO istituto oncologico di Veronesi che si
è posto come pioniere della Vaccinazione anti-HPV iniziando uno studio
clinico per vaccinare a 17 e 18 anni.

Collabora nella campagna di propaganda partita il 23 Febbraio dal Ministero della Sanità, che
comprende spot televisivi e radiofonici ingannevoli di “persuasione mediatica”.

Le donne al Governo? Una presenza di mera copertura di giochi
economici e di potere che ha facilitato la riduzione del genere
femminile ad un ammasso tremebondo e ipocondriaco di corpi senza
orgoglio, facili prede delle sperimentazioni di massa e utili alle
speculazioni economiche sanitarie.
Quindi lottare e non votare

Le donne dell'AEDfemminismo


Da Saluteolistica 371 reazioni avverse dopo la vaccinazione con Gardasil





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