08/02/15
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ENERGIE ANTICHE 2
LA CUEVA DELLA PILETA
Andrea Amato

 

 














La maggior parte delle pitture rupestri paleolitiche non sembrano costituire, ormai anche per la comunità scientifica, una vera e propria forma di arte finalizzata alla rappresentazione della realtà, bensì un’espressione rituale complessa, propiziatoria e divinatoria, eseguita solo da membri particolari della comunità, gli sciamani (Fig.1), dopo un’accurata scelta del posizionamento delle pitture. Il luogo di esecuzione doveva avere caratteristiche energetiche, telluriche e magnetiche, particolari, doveva essere il luogo della Madre Terra, simbolicamente doveva incarnare il suo ventre. I riti, con la loro rappresentazione grafica, venivano accolti e raccolti in un antro buio, nascosto, profondo e umido: una grotta , o per meglio dire in questo caso, una cueva  visto che gli studi e le ricerche per conto dell’Aetere’s mi hanno spinto presso la “cueva de la pileta” nei pressi di Ronda, in Spagna e anche a Antequera.

La “cueva de la pileta” è molto particolare forse perché è uno degli ultimi luoghi ancora visitabili, senza dover ricorrere a riproduzioni, per quanto encomiabili e spettacolari come quelle di Altamira nelle Asturie.
La cueva è stata scoperta di recente è la visita è assoggettata a regole rigorose: gruppi contingentati, microclima preservato, assenza di illuminazione interna e divieto di tenere i cellulari accesi. Risultato: si respira una energia antica e si è trasportati in un viaggio nel tempo perduto solo dopo aver percorso pochi passi al suo interno. Si viene guidati nei meandri della cueva con una torcia a combustibile, che illumina la grotta
quasi con la stessa luce di un tempo. Le meraviglie pittoriche sono state eseguite in uno spazio temporale enorme: si parla di una forbice che va dal paleolitico superiore, 32.000 anni fa, al neolitico, 4000 anni fa, con tecniche e materiali utilizzati diversi.

Il viaggio è straordinario, le prime sale oltre ad impressionare per la conformazione geologica (Fig.2), propongono le zone abitative delle comunità che si sono alternate nel tempo, ancora con resti di utensili, materiale fittile ed ossa di animali. In queste sale la temperatura è costante di 15°C, ideale per affrontare i gelidi inverni e le torride estati. Terminate le zone “comode” ci si inoltra nel ventre della Madre, ed è, per chi ha una sensibilità allenata a questo tipo di luoghi, e “l’abitudine” ad “ascoltare”, una autentica magia. Sembra di udire echi sovrapposti di canti, mantra, cerimonie e percussioni. Luci e ombre del passato si alternano a immagini e respiri dei visitatori estasiati. Si possono ammirare delle opere uniche al mondo, come l’enorme balena di 3 metri (Fig.3), e figure realizzate in appositi spazi “preparati per la pittura”. Quest’ultimo elemento è molto importante per chi si interessa di energia. Facciamo un passo indietro: un pensiero espresso in una forma, e con intenzione, fissato su un supporto di memoria, è capace di risuonare, di emettere delle frequenze per un periodo lungo e con una intensità dipendente dalle caratteristiche del supporto e dalla “forza energetica amplificativa” del luogo.

Qui ci si trova davanti ad un caso finora unico: nonostante la cueva abbia a disposizione centinaia e centinaia di  metri quadri di parete naturalmente ottimale per la pittura, gli sciamani, hanno scelto con cura delle pareti “particolari”, che hanno necessitato di un lavoro complesso di preparazione (scalpellato e rasato) per poter “ricevere” i segni. E questi spazi sono stati riutilizzati nel tempo e nelle varie ere perché ritenuti i “migliori” per l’esecuzione, probabilmente di alcuni riti (Fig.4).

Inutile dirvi l’energia enorme scaturita da queste pareti e da questi segni, seppur accompagnata da un “rumore di fondo” di forme pensiero accavallate nel tempo.
Particolari sono anche i calendari astronomici e le stilizzazioni che si sono ritrovate in altre grotte in Francia, in Sardegna e in Germania. Bellissime le scene di caccia (Fig.5-6-7-8), l’arciere (Fig.9), ed una figura dalla enigmatica interpretazione (Fig.10) ma che sembra la più forte energeticamente e non solo perché di realizzazione abbastanza recente (6000 anni fa).
Non resta che un consiglio spassionato: affrettarsi a visitarla, questo luogo non potrà essere ancora per molto tempo aperto al pubblico. Sicuramente sarà necessaria una riduzione drastica delle visite, e forse fra un po’ di tempo sarà godibile solo attraverso una sua riproduzione, soluzione sicuramente interessante dal punto di vista culturale ma scarsamente affascinante dal punto di vista energetico.




Fig. 6

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4

Fig. 5

Fig. 7

Fig. 8

Fig. 9

Fig. 10

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