08/02/15
Studio italiano conferma potere antiage della proteina Creb1. Si produce se si assumono meno calorie. Più salute per la gente e anche per il pianeta.
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Il simbolo di Karnak 2
La potenza dei simboli dall'antico Egitto
Fabrizio Nencioni

















Questo secondo articolo sul simbolo di Karnak, è stato da me scritto perchè ho acquistato un anello sul sito Atlantisring che, per molti motivi, ritengo essere una copia conforme all'originale trovato in Egitto a metà del 1800.

Osservando la foto dell'anello originale è possibile notare il rigonfiamento delle punte dei triangoli e la prosecuzione di una linea del lato lungo dei triangoli stessi. Queste due caratteristiche sono evidenti anche nella copia in argento in mio possesso e da questo, prendo per buono che anche i due fori posti alla fine dei due triangoli isosceli alle due estremità del simbolo siano conformi all'originale.

Come ho scritto sopra, la presenza dei due fori alle due estremità del simbolo fa molta luce sull'essenza del simbolo stesso.
I fori erano stati da me notati, negli anni passati, anche in altre copie dell'anello di Karnak che presentavano anche un foro al centro del simbolo su una delle tre righe centrali. Poichè questo foro centrale inficiava completamente il potere del simbolo stesso, ho sempre pensato che tutti i fori fossero stati inventati da coloro che costruivano la copia dell'anello, frutto della loro libera fantasia.

Come avete potuto leggere nell'altro articolo, l'unica fonte dalla quale a noi è pervenuto il simbolo di Karnak, è l'anello rinvenuto in Egitto a meta del 1800 circa.
Poi gli occidentali dell'epoca new age, hanno trasposto il simbolo dall'anello in figura piana (vedi allegato) usandolo come schermo contro la "negatività" di qualsiasi tipo: di persone, di cose.

Il simbolo disegnato su carta, viene usato come schermo, come difesa dalla negatività in generale, come se potesse essere così semplice allontanare dalla nostra vita la "negatività".
E' mia opinione che la negatività non possa da noi essere allontanata perchè molta di questa negatività è da noi generata più o meno consapevolmente e per quella intensa che ci può talvolta pervienire dall'esterno, è molto meglio usare altre modalità.

Quando entriamo in un ospedale e se ci sentiamo penetrati dalla negatività dovuta alla grande sofferenza che è insita nell'ospedale stesso, è la nostra energia che ha bisogno di attenzione cercando il motivo per cui abbiamo questa forte ricettività sviluppata verso il dolore degli altri.

Veniamo ora alla nuova visione che deriva dalla conoscenza completa della struttura del simbolo da me conosciuto molto bene da anni. E' tramite il simbolo di Karnak che ho imparato ad effettuare misurazioni radiestesiche con le bacchette a elle.

Nel primo articolo sul simbolo di Karnak ho spiegato che la negatività "intercettata" dal simbolo viene poi diretta, dal simbolo stesso, fuori di esso nella direzione delle due punte dei due triangoli isosceli.
Volendo dire che se il simbolo disegnato su carta viene posto su di una qualsiasi fonte di negatività sottile, sia essa un nodo geopatico, un telefono cellulare, un cristallo "sporco", una negatività che esiste in una casa dentro le sue mura, questa negatività viene inviata lontano dal simbolo e la distanza è proporzionale alla grandezza del disegno del simbolo.
Diciamo che possiamo parlare da decine di centimeri ad alcuni metri.

E' questo il motivo per cui è non è proprio il caso di usare il simbolo di Karnak per scopi simili: le negatività le regaliamo alle persone che vivono vicino a noi, al vicino di casa, all'ambiente circostante.

E ora vediamo perchè è illuminante quando parlo del foro posto all'estremità dei triangoli:

perchè il foro blocca la fuoriuscita della negatività dal simbolo e cioè i fori fanno da dispersori della negatività raccolta.

E', a questo punto, mia profonda opinione che il simbolo di Karnak sia stato creato e ideato esclusivamente per essere usato su di un anello e ogni altro suo utilizzo è improprio anche se apparentemente efficace.


Le ipotesi che mi vengono da formulare sono due:

1) - che mettendo l'anello col simbolo ad una mano o a entrambe, un pranoterapeuta potessi schermarsi dalla negatività che poteva essere assorbita da colui che trattava con energia pranica
2) - che il simbolo potesse servire a togliere negatività dall'interno della persona che lo aveva al dito o a più di un dito. Questo perchè le dita delle mani sono attraversate da importanti meridiani energetici e gli Egizi erano perfettamente a conoscenza di questo.

Ritengo, a questo punto nocivo, come ho scritto sopra, l'uso che viene fatto del simbolo di Karnak come schermo per qualsiasi tipo di negatività.
Questo sia perchè ne viene snaturato completamente il suo scopo (peraltro ancora ignoto) e viene così deviata l'energia negativa raccolta e spedita lontano ad altre persone o ambienti.

Tenendo anche presente il fatto che simboli millenari sono pieni di energia sottile congesta e queste congestioni vengono assorbite da chi li usa.

C'è un modo estremamente più semplice e senza nessun effetto collaterale per schermarsi (se vivete un periodo o un'occasione in cui ne avete bisogno) da fonti di energia negativa; questo modo è tramite la potenza e la dolcezza dell'energia Reiki.

Se non avete il II livello Reiki, all'occasione e tramite una visualizzazione, potete creare intorno a voi una bolla energetica, un uovo dorato per il periodo necessario dando poi l'intenzione che questa energia creata si dissolva dopo aver svolto il lavoro per cui era stata creata.




Anello originale

Simbolo di karnak disegnato

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